Discesa dal Rifugio Torsoleto

Sulle pendici dell’omonimo monte, ad una quota di 2390 metri, sorge il Rifugio Torsoleto.

Partiti da Paisco intorno alle 16.33 siamo risaliti verso il Monte dei Matti proseguendo sul sentiero 160, per poi aggirarlo sul lato est passando quindi per il Lago di Val di Scala, successivamente si risale il sentiero 160A per poi scavalcare nuovamente sul sentiero 160 e raggiungere il rifugio.

Per chi fosse interessato qui è possibile visualizzare la traccia GPS.

Risveglio all’alba con salita al Bivacco Davide, poi discesa al rifugio per la colazione infine rientro a valle. Ecco qualche scatto durante la discesa:

Dal sito del rifugio: storia del Rifugio Torsoleto

La posizione strategica in cui è collocato il Rifugio consente di effettuare numerosi itenerari senza alcuna difficoltà alpinistica articolati in una, due o più  giornate di cammino: le valli sono ricche di fauna d’alta montagna  e i panorami spaziano dalle Alpi Centrali al Monte Guglielmo, al Blumone,  alla Concarena fino alla catena dell’Adamello e alla Valtellina col sovrastante Bernina.

La storia del Rifugio Torsoleto è legata a Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli, alle loro imprese alpinisitiche,  al loro stile di salire le montagne, alla loro vita, finita l’ 8 agosto 1993 a pochi metri dalla vetta dell’Huascaran Nord, in Perù.

Il tentativo di Battistino e Giandomenico, su una delle pareti più difficili del mondo, oltre agli interessi alpinistici, mirava ad attirare lo sguardo dei loro amici e di tutti gli amanti della montagna verso i poveri delle Ande (quei poveri aiutati dai ragazzi dell’Operazione Mato Grosso tanto cari a Battistino).

Il motto scelto per la spedizione dell’alpinista di Bienno era infatti

SALIRE IN ALTO PER AIUTARE CHI STA IN BASSO

Fu così che dopo la tragedia, gli amici più vicino ai due, decisero, per ricordarli di costruire un rifugio dedicato a loro.

La ricostruzione del Torsoleto (Ospedale militare durante il 1° conflitto mondiale), eseguita tra il 1994 e il 1998, ha visto circa 3.000 giovani (soprattutto ragazzi dell’Operazione Mato Grosso ma anche tanti amici di Battistino e Giandomenico), impegnati nei lavori di trasporto a spalle dei materiali di muratura (cemento, travi, mattoni, etc.), di raccolta pietre, di costruzione,  …

Tutto il lavoro è stato svolto gratuitamente, nel rispetto della montagna, all’inseguimento del sogno di Padre Ugo , salesiano ispiratore dell’O.M.G., di educare i giovani lavorando gratuitamente per i più poveri.

Altre informazioni su http://www.rifugiotorsoleto.it/

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